My English Wanderlust

by Elena Cavina

"Impara l'inglese e vivi il mondo. Itinerari su misura per te"

India: treno notturno per Varanasi

Devo essere sincera: fino all’ultimo sono stata molto scettica se prendere questo fatidico treno notturno che da Agra ci avrebbe portato a Varanasi, o se invece optare per la comodità di un volo interno. Alla fine ho optato per il valore di un’esperienza autentica, quella che, con il senno di poi, sarà difficilmente dimenticabile.

Il treno partiva alle 21.00 da una stazione a circa 45 minuti da Agra e arrivava il mattino seguente a Varanasi, verso le 6. Ci consigliavano la prima classe, economica e confortevole, e dopo vari tentativi falliti online, mi sono messa nelle mani del nostro driver, che si è offerto di prendere i biglietti per noi: una cuccetta per quattro persone in “first class” per Varanasi.

La giornata della partenza è stata interminabile. Ci siamo svegliati alle 4.30 per vedere il Taj Mahal all’alba, poi abbiamo passato la giornata ad Agra sotto un caldo che preferisco non ricordare. Abbiamo fatto un pranzo molto ritardato, o una cena anticipata — insomma, abbiamo mangiato così da non avere bisogno di cenare — e verso le 19.00 abbiamo preso un Uber per la stazione.

E qui inizia l’avventura. Era il picco del monsone di luglio, il primo e unico che abbiamo incontrato. Le strade erano allagate, il traffico un caos totale, e il nostro abile taxista zigzagava tra auto e tuk-tuk. Ci rassicurava che non avremmo perso il treno, ma non potevamo fare a meno di lanciare occhiate ansiose all’orologio.

Finalmente vediamo la stazione in lontananza. Dieci e lode al nostro autista! Ma la pioggia non accenna a diminuire: appena arrivati, scendiamo sul retro, sul lato dei binari, dove ci vengono incontro due indiani, presumo staff della stazione. Caricano i trolley da 8 kg in testa e via, correndo sotto la pioggia torrenziale. Noi li seguiamo tra fango e guadando le pozzanghere con l’acqua che ci arriva ai polpacci, ridendo per non piangere e cercando di non affondare completamente come pulcini bagnati. Arriviamo finalmente alla banchina dove siamo in compagnia di scimmiette asciutte che ci osservano. Ho l’acqua fino alle mutande e i capelli che si strizzano, ma almeno non abbiamo perso il treno!

Il treno arriva puntuale. La terza classe passa davanti a noi, esattamente come nei film, poi la seconda… e alla fine la nostra prima. Come da biglietto, abbiamo una cuccetta per quattro: tutto sommato pulita, con coperte e lenzuola incellofanate ma con temperatura glaciale. Altro che cervicale! Riusciamo a cambiarci, anche se tutti i vestiti in valigia sono bagnati; quelli sotto sono almeno salvabili, così possiamo infilare un pigiama. Con un po’ di audacia riusciamo anche ad andare in bagno, scavalcando qualche persona nel corridoio: ridiamo, ma quando il bisogno è fisiologico si deve chiudere un occhio… per forza.

La notte passa tra sonnellini e snack improvvisati. Non dormiamo molto, ma alle 6.00 siamo arrivati a Varanasi. Ci rivestiamo e, leggermente stravolti, usciamo dalla “cella frigorifera”: ha smesso di piovere e non vediamo più una goccia. Il caldo e l’umidità di Varanasi ci avvolgono assieme all’ ondata di tassisti che ci circonda, pronti a portarci in hotel. Sensazione? Sto per avere una crisi isterica, ma tengo duro.

Arriviamo a Varanasi

E come sempre, alla fine, le esperienze si ricordano in modo diverso da come le si vive. Stancante? Certo. Divertente e unico? Senza dubbio. Il treno notturno da Agra a Varanasi è stato un concentrato di imprevisti, risate e piccoli drammi comici: un’avventura che ricorderemo per sempre, e di cui rideremo negli anni a venire.

← Precedente

Grazie per la risposta. ✨

Rispondi

Scopri di più da My English Wanderlust

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere