My English Wanderlust

by Elena Cavina

"Impara l'inglese e vivi il mondo. Itinerari su misura per te"

Choui Fong Tea Plantations

Il fascino della Thailandia del Nord: due giorni a Chiang Rai

Una delle cose che amo di più del tornare nello stesso Paese è poterlo vivere con ritmi diversi, dedicando ogni viaggio alla scoperta di nuove zone senza la frenesia di dover vedere tutto subito. Questa volta ho scelto Chiang Rai, un’altra gemma del Nord della Thailandia. Spesso messa in secondo piano rispetto alla più famosa Chiang Mai, per molti rappresenta soltanto una gita in giornata per visitare il Tempio Bianco, il Tempio Blu e magari il Triangolo d’Oro. Io invece ho scoperto una città e una regione ricche di fascino, capaci di regalarmi alcune delle sorprese più belle del viaggio.

Arrivo a Bangkok il mercoledì e dedico la giornata alla scoperta di angoli nuovi della città, lontani dai percorsi turistici più battuti. Il giovedì mattina prendo il primo volo AirAsia per Chiang Rai e, poco dopo le 10, sono già nella mia guesthouse, pronta a iniziare l’esplorazione della città. A Chiang Rai trascorrerò due giornate intere, il tempo necessario per andare oltre le attrazioni più famose e scoprirne l’anima più autentica.

Cosa vedere a Chiang Rai in due giorni

A differenza della “sorella” Chiang Mai, Chiang Rai non ruota attorno a un centro storico ricco di templi. Anzi, come città in sé, a parte un grazioso night market dall’atmosfera rilassata e poco caotica, non offre moltissimo. Il vero fascino di Chiang Rai si trova tutto intorno: dai templi più iconici a quelli arroccati sulle colline immerse nel verde, dai villaggi rurali alle comunità di montagna con templi incastonati tra le rocce e panorami sconfinati.

Per chi ama l’avventura, è anche possibile organizzare trekking di più giorni con pernottamento presso famiglie locali, un’esperienza che mi sarebbe piaciuto moltissimo fare. Tuttavia, viaggiando a giugno, temevo che la stagione delle piogge potesse compromettere l’esperienza. Col senno di poi, avrei potuto affrontarla senza problemi: durante tutto il soggiorno non ho visto nemmeno l’ombra della pioggia.

I Templi iconici di Chiang Rai

Fra i templi più famosi di Chiang Rai, quello che mi ha colpito maggiormente è stato il Wat Rong Khun, il celebre Tempio Bianco. Lo avevo visto in centinaia di fotografie e temevo che dal vivo potesse deludermi. Invece è stato esattamente il contrario. Il bianco abbagliante, gli specchi che riflettono la luce e l’incredibile cura dei dettagli lo rendono quasi irreale. Più che un tempio, sembra un’opera d’arte uscita da un sogno.

Il Wat Rong Suea Ten, il Tempio Blu, è probabilmente il più fotogenico. Le tonalità intense di blu e oro catturano immediatamente lo sguardo e creano un contrasto magnifico con il bianco della grande statua del Buddha all’interno. Pur essendo molto visitato, sono riuscita a trovarlo sorprendentemente tranquillo e l’atmosfera che si respira è decisamente più raccolta rispetto a quella del Tempio Bianco.

Quello che però mi è rimasto più nel cuore è stato Wat Huay Pla Kang. Sarà per la sua posizione sulle colline o per la gigantesca statua bianca che domina il paesaggio, ma è il luogo che mi ha trasmesso le emozioni più forti. Raggiungerlo è stato parte dell’esperienza: salire sulla collina a bordo di un Grab moto, lasciandomi alle spalle il traffico della città e attraversando strade sempre più tranquille e immerse nel verde, mi ha regalato una bellissima sensazione di libertà. Poi, all’improvviso, la gigantesca statua bianca appare all’orizzonte e diventa sempre più imponente man mano che ci si avvicina. È stato uno di quei momenti semplici che riescono a racchiudere l’essenza del viaggio: il vento sul viso, una strada da seguire e la sensazione di avere tutto il tempo davanti a sé.

Lalitta caffè: molto di più di un luogo dove bere qualcosa

Non lontano dal tempio sulla collina si trova uno dei caffè più instagrammabili della Thailandia, il Lalitta Café. Sarà stata la curiosità di capire se fosse davvero così spettacolare come appariva nelle foto, sarà stato il caldo soffocante che mi stava lentamente sciogliendo, ma a un certo punto ho ceduto: ho chiamato l’ennesimo Grab della giornata e sono andata a vedere con i miei occhi questo famoso Lalitta Café. Dopo tutto, una bibita ghiacciata era ormai una necessità più che un piacere.

E devo dire che ne è valsa assolutamente la pena. Il Lalitta sembra uscito da una fiaba tropicale: cascate artificiali, ponticelli in legno, vegetazione lussureggiante e angoli curati nei minimi dettagli creano un’atmosfera quasi surreale. Sì, è chiaramente pensato per stupire e per essere fotografato, ma l’effetto finale è davvero riuscito. Mi sono ritrovata a passeggiare tra i sentieri immersi nel verde con la sensazione di essere entrata in un piccolo mondo incantato, dimenticandomi per un attimo del caldo e del fatto che mi trovassi a pochi chilometri dal centro di Chiang Rai. Una delle sorprese più piacevoli del viaggio.

Giornata intera nei dintorni rurali di Chiang Rai

La seconda giornata la dedico all’esplorazione dei dintorni di Chiang Rai. Non avevo alcuna voglia di partecipare a un tour organizzato: preferisco sempre muovermi con i miei ritmi, fermarmi dove mi incuriosisce qualcosa e non avere l’impressione di seguire un programma prestabilito. Allo stesso tempo, affidandomi esclusivamente a Grab sarei riuscita a raggiungere solo le attrazioni più vicine, come le celebri piantagioni di tè.

Io però volevo spingermi oltre, fino ai villaggi di montagna e alle zone più remote della provincia. Per pura casualità, qualche giorno prima della partenza conosco tramite un social una signora del posto che lavora come driver. Dopo uno scambio di messaggi, mi propone un itinerario completamente personalizzato e si rende disponibile ad accompagnarmi per l’intera giornata a una cifra più che onesta.

Noknoi e il suo amico, che guidava con lei, rientrano sicuramente tra le persone che hanno reso il mio soggiorno a Chiang Rai ancora più speciale. Non erano certo le classiche guide dal inglese perfetto e patinato: spesso e volentieri abbiamo comunicato con l’aiuto di Google Traduttore, dato che il mio thai è purtroppo ancora piuttosto rudimentale.

Eppure proprio questo non è stato un limite, anzi. La comunicazione è stata semplice ma autentica, fatta di gesti, sorrisi e tanta pazienza reciproca. Alla fine si è rivelata una delle giornate più belle di tutto il mio viaggio in Thailandia, forse la più intensa in assoluto. Un ricordo che conservo con grande affetto.

Piantagioni di thè e giardini

Partiamo al mattino alle 8 e la prima tappa, già fuori programma, è un tempio poco fuori Chiang Rai affacciato su uno splendido lago, dove è possibile dare da mangiare ai pesci, il Wat Khua Krae. Un luogo semplice ma incredibilmente rilassante, che dà subito il ritmo alla giornata.

Proseguiamo poi verso le piantagioni di tè Choui Fong. Sarà stata la bassa stagione, ma ci siamo ritrovati davanti a distese verdi quasi deserte, tutte per noi. Dopo vari assaggi e l’acquisto di qualche ottimo prodotto locale, riprendiamo la strada verso la seconda tappa: i giardini di Doi Tung Royal Villa and Mae Fah Luang Gardens.

I giardini di Doi Tung Royal Villa and Mae Fah Luang Gardens mi hanno colpita soprattutto per la sensazione di ordine e tranquillità che trasmettono. Tutto è estremamente curato, quasi “perfetto”, ma senza risultare freddo.

Ricordo soprattutto le passeggiate tra i vialetti fioriti e il contrasto tra i colori vivaci dei fiori e il verde delle colline tutt’intorno. È uno di quei posti in cui il ritmo rallenta da solo, senza bisogno di fare nulla, semplicemente camminando.

Paesaggi montani, villaggi e templi incastonati

La giornata prosegue verso le montagne. Dopo la visita al suggestivo Wat Phra That Doi Tung, arriviamo fino al confine tra Thailandia e Myanmar. È impressionante pensare che, oltre una semplice staccionata, inizi un altro Paese: splendido, ma purtroppo segnato da un conflitto ancora in corso.

Ci fermiamo a pranzo nel villaggio montano di Pha Hi, in un piccolo locale con una vista meravigliosa su una foresta tropicale rigogliosa. Il pasto è semplice ma buono, e dopo pranzo facciamo due passi tra le case del villaggio, che appare completamente autentico, lontano da qualsiasi circuito turistico. Ho la sensazione di essere quasi l’unica visitatrice: la gente mi osserva con curiosità e non manca chi si ferma volentieri per qualche foto insieme.

Nel pomeriggio continuiamo con una serie di soste tra templi nascosti e suggestivi, come il Wat Tham Pha Chom, fino ad arrivare al maestoso Wat Phra That Doi Wao, con il suo Skywalk panoramico. È qui che concludiamo una giornata intensa, fatta di paesaggi molto diversi tra loro ma tutti incredibilmente autentici.

Chiang Rai si è rivelata molto più di una semplice tappa da abbinare a Chiang Mai o da visitare in giornata. È stata una scoperta lenta, fatta di templi, villaggi, paesaggi e incontri che hanno dato ritmo e senso a ogni giornata.

Più di tutto, mi porto via la sensazione di autenticità che si respira appena ci si allontana dai circuiti più turistici, insieme alla libertà di esplorare senza fretta.

È una di quelle destinazioni che non colpiscono solo per ciò che si vede, ma per come si vivono.

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